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Memento - Reminder of death

21 July, 2008 (22:08) | cinema | By: admin

[ATTENZIONE - SPOILER]

Tratto dalla Novella di Jonathan Nolan (Memento mori, ricordati che devi morire), Memento di Christopher Nolan si è guadagnato un posto in cima alla lista dei miei film preferiti. La storia di per sè è già originale e ricca di spunti anche se non eccellente in alcune sfumature, ma la forza di Memento è tutta nel montaggio. Stiamo parlando di uno dei film che ha tratto maggior vantaggio dal montaggio che sovverte l’ordine cronologico degli avvenimenti per diventare strumento narrativo, narratore esso stesso degli accadimenti. Come memento anche 21 grammi mi aveva colpito per questa scelta ma nel caso di memento, il distorto proseguo del tempo richiama il difficile rapporto del protagonista con la memoria. Il montaggio entra di diritto nella storia e ci aiuta a vedere il film con gli occhi di una persona affetta a amnesia retrograda (backward amnesia).

Non credo di essere la persona più adatta alla scrittura di una recensione del film, ma voglio spendere due parole sullo schema che è stato scelto per dar forma al film. Ho preparato un piccolo schema che mostra come le scene si susseguono (clicca sull’immagine per ingrandirla):

Memento - Schema di Montaggio

Nell’immagine le scene sono numerate progressivamente in modo da rispecchiare l’ordine in cui appaiono dall’inizio del film mentre procedendo da sinistra a destra l’ordine delle scene rispetta l’andamento cronologico dei fatti. In totale le scene sono 45, 22 sono dedicate alla prima metà della sequenza di eventi e 22 alla seconda. La VL (numerazione romana) scena è la scena madre ed è dedicata al passaggio dalla prima tranche alla seconda.
Tutte le scene con numerazione pari sono in bianco e nero, sono cariche di spunti sul personaggio e contribuiscono a chiarire qualche punto interrogativo sulla storia e, verso la fine,  sulla situazione corrente del protagonista. Nel film si susseguono in ordine corretto anche se intervallate dalle scene dispari. Queste ultime sono invece tutte a colori come a indicare che la loro collocazione temporale segue quella delle scene pari. Proprio a proposito del colore possiamo notare che la scena VL, anello di congiunzione delle due tranche e scena madre del film, è in bianco e nero nella sua prima parte ma il fade-in dell’immagine sulla polaroid è accompagnata da un progressivo aumento della saturazione nell’immagine, fino a riportare la scena ad un colore pieno. Le scene a colori sono invece disposte in ordine inverso e obbligano lo spettatore a “ricominciare da dove aveva lasciato” così come deve procedere il protagonista, ricominciando dagli appunti che lascia a se stesso.

Dopo averlo visto e rivisto non mi sono mai trovato nella situazione di annoiarmi  anche se sono d’accordo con chi lo definisce un film “faticoso”.  Sebbene non sia particolarmente avvezzo a rivedere i film già visti, consiglio almeno una seconda visione di questa pellicola perché penso che aiuti ad apprezzare qualche finezza che il montaggio rende difficile da notare.