Origama

Una parte dei miei me.


  • Carico il messaggio personale da twitter...

Entries Comments



Category: Personale

Mi laureo…

6 April, 2009 (13:04) | Personale | By: origama

Questo post lo scrivo per comunicarvi che sono giunto alla fine del percorso che ho scelto e che, spero presto, potrò mettere a frutto quanto imparato, nonostante tutte le delusioni e dopo tutte le soddisfazioni che ho avuto.

Se volete venire a vedere la mia presentazione venite giorno 16 Aprile 2009 alle ore 08:45. Per le indicazioni sul posto vi ho preparato una mappa con alcune indicazioni, anche per il parcheggio.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Qui la vedete in piccolo ma se cliccate sul link Visualizzazione ingrandita della mappa arriverete ad una pagina più grande e sulla sinistra trovate delle informazioni e i collegamenti ai segnaposto che ho segnato sulla mappa.

Impostate i navigatori, ci vediamo il 16.

[TransLyric] Uniform Grey - Sarah Harmer

8 February, 2009 (13:03) | Personale | By: origama

Uniform Gray

It’s perfectly suited
this uniform grey
There are no bearings
to the day
I came down from the air
and I’ll leave by boat
I’m down with your rainy town
Out on the spit
with the biggest port around
My friend is on the way
He’s bringing my coat

oh, you don’t do what I want you to
but I haven’t been
through all you’ve been through
And we could use that
as an excuse
If that’s what you choose
If that’s what you choose

Well it was kinda hard
to pull away
He said “Buck up baby,
its okay. The sunlight
on the floor will always fall.”
And I meant to write it
on the plane
High above my earthly pain
But I slept right through
the flight and that was all.

oh, you don’t do what I want you to
but I haven’t been
through all you’ve been through
And we could use that
as an excuse
If that’s what you choose
If that’s what you choose

It’s perfectly suited
this uniform grey
There are no bearings
to the day
I came down from the air
and I’ll leave by boat
I’m down with your rainy town
in the spare room
with the biggest port around
My friend is on the way
He’s bringing my coat
He’s bringing my coat

Grigio Uniforme

Veste perfettamente
questo grigio uniforme
non c’è niente da fare
per tutto il giorno
Sono venuto dall’aria
e me ne andrò via nave.
Sono nella tua piovosa città
nella lingua di costa
con il più grande porto attorno
il mio amico sta arrivando
sta portando il mio cappotto

Oh tu non fai quello che io voglio che tu faccia
ma io non ho subìto
quello che tu hai subìto
e possiamo usarlo
come una scusa
se è quello che hai scelto
se è quello che hai scelto

Bene, è stato abbastanza difficile
tirarlo fuori
Lui disse: “Coraggio piccolo,
è tutto a posto
la luce del sole continuerà a cadere sul pavimento”
E avevo intenzione di scriverlo
sull’aereo
In alto sopra il mio dolore terreno
Ma ho dormito per tutto il volo e questo è tutto

Oh tu non fai quello che io voglio che tu faccia
ma io non ho subìto
quello che tu hai subìto
e possiamo usarlo
come una scusa
se è quello che hai scelto
se è quello che hai scelto

Veste perfettamente
questo grigio uniforme
non c’è niente da fare
per tutto il giorno
Sono venuto dall’aria
e me ne andrò via nave.
Sono nella tua piovosa città
nella stanza degli ospiti
con il più grande porto attorno
il mio amico sta arrivando
sta portando il mio cappotto
sta portando il mio cappotto

Will Telecomunications have their Maxwell?

21 July, 2008 (19:44) | Personale, Riflessioni, Università | By: admin

Con l’avanzare delle pagine del libro di testo scelto dal docente di Fondamenti di Telecomunicazioni non fa altro che rafforzarsi la sensazione che ci sia una singola idea di fondo ripresa da molti punti di vista. E questa sensazione mi fa tornare in mente le parole di un altro docente conosciuto qualche anno fa, quello del corso di fisica, che ci disse che l’elettromagnetismo non fu noto come tale se non prima del 1864 data in cui Maxwell unificò in quattro formule il lavoro condotto su elettricità e magnetismo.

Mi sono ritrovato più volte nel corso dello studio di questa materia di riuscire nello sforzo di spiegarmi certi argomenti solo rivedendo concetti visti poco prima ma sotto un altro aspetto. Che serva un Maxwell delle Telecomunicazioni per portare un valore aggiunto in una teoria ancora giovanissima?

In effetti i maggiori esponenti del campo sono proprio contemporanei e dipendenti di aziende che ancora sono presenti nel panorama commerciale, persone che hanno potuto formalizzare le proprie teorie facendo leva sui risultati ottenuti proprio nei laboratori delle aziende per le quali lavoravano. Questo non fa altro che accrescere l’idea che ci siano delle somiglianze tra la situazione attuale e quella che si creò negli anni precedenti al 1864.

Probabilmente questa sensazione è data da una conoscenza superficiale della materia, dalla non completa e adeguata comprensione di come funzionino intimamente certi processi, ma l’esperienza mi ha insegnato che a volte le sensazioni dicono molto più delle idee ben affermate o che a volte ne rappresentano la fase embrionale.

Forse certi argomenti danno alla testa e non c’è niente dietro. Ecco questo sembra già più verosimile. :-P

Reading Experience - The History Tells

15 April, 2008 (21:22) | Personale, Riflessioni | By: admin

L’articolo apparso oggi su History Teller, mi ha offerto un punto di riflessione sull’inflazionato argomento che potremmo, ormai più che giustificatamente, etichettare “Da Gutenberg al libro elettronico”.

Spingiamo allora l’analogia un passo oltre, e notiamo come il libro stampato alla sua nascita non ha portato subito alla rivoluzione dato che

con la tecnica usata in precedenza si creava una matrice da un unico pezzo di legno, che quindi non era riutilizzabile, e inoltre essendo in legno era più delicata e si rompeva prima

la vera rivoluzione è invece arrivata con l’introduzione dei caratteri mobili e metallici che hanno fornito il giusto supporto tecnologico ad una idea vincente.

Le uniche differenze, tra ieri e oggi, sono la tecnica usata e il formato in cui leggiamo, non più cartaceo, ma sempre più spesso digitale.

La storia, si sa, è ciclica e noi potremmo dire che l’eBook porta adesso una rivoluzione così come nel 1400 la portò il libro stampato, ma noi vogliamo andare oltre.

Gli eBook non sono nella nostra vita quotidiana, se non marginalmente e non lo faranno finchè non avranno il giusto supporto tecnologico. Il proliferare degli standard, i tentativi di imporre soluzioni proprietarie sia dal punto software che hardware (per cui si vende lo specifico Software per Hardware venduto in esclusiva), lo scontro con una “esperienza di lettura” maturata nel corso di secoli lo rendono ancora un prodotto acerbo.

Definisco esperienza di lettura il complesso della relazione visivo-tattile che il lettore stabilisce con il libro cartaceo e l’insieme delle condizioni ambientali che intervengono nella lettura.

I maggiori detrattori del mezzo elettronico gli rimproverano principalmente l’assenza di “calore”: un pezzo di metallo con un display LCD che emette luce semplicemente non può offrire la stessa esperienza di lettura offerta da un libro.
D’altra parte i sostenitori degli eBook devices rimproverano alla controparte di essere troppo legati al passato e poco flessibili: un eBook può offrire una esperienza migliore.

In effetti da questa contrapposizione viene fuori quella che forse è la maggiore differenza con la situazione trovata da Gutenberg nel 1400. L’eBook vive un vero e proprio scontro generazionale, cosa che il libro cartaceo non ha dovuto subire. La carta stampata ha semplicemente trovato terreno fertile su cui attecchire.

Le probabilità di sviluppo sono adesso legate alla capacità dell’industria di produrre materiali più compatibili con la carta stampata (IMHO la strada più breve) o alla speranza che la nuova esperienza di lettura venga universalmente accettata (ma questo potrebbe richiedere parecchio tempo).