Origama

Una parte dei miei me.

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Chronicles of LFS #1 - Binutils Build

30 July, 2008 (21:05) | LFS, Linux, Progetti Personali | By: admin

Posto che ho abbandonato l’idea di compilare il sistema su una SD, sia per la lentezza nella scrittura sia perchè penso che sia molto più bello compilare direttamente sull’hardware su cui dovrà girare linux, vi aggiorno sui fatti.

Ho scoperto che il kernel bare.i di Slackware 10.0 è compilato con l’emulazione del coprocessore matematico quindi ho installato questa distro sul thin client e aggiornato il kernel alla versione 2.6.7 dato che Linux From Scratch richiede un kernel 2.6.x .

Ho verificato che i software necessari fossero tutti alla versione richiesta (e così è stato) e mi sono dato alla configurazione dell’ambiente. Stavolta ho creato la partizione LFS che conterrà tutti i sorgenti ed il sistema nascente.

Svolto tutto il lavoro di setting ho proceduto alla compilazione del primo pacchetto, Binutils.

Il tempo di compilazione di questo pacchetto è preso come riferimento per fare delle stime sui tempi di compilazione dei pacchetti successivi. Nel testo di riferimento questa unità di misura è chiamata SBU. Nel mio caso SBU=97m34.671s . Certo non è una scheggia ma spingere un dispositivo legacy al limite ha il suo fascino.

La compilazione è stata eseguita senza nessun problema.

Dritti dritti al secondo step: GCC-4.0.3 - Passo 1.

Memento - Reminder of death

21 July, 2008 (22:08) | cinema | By: admin

[ATTENZIONE - SPOILER]

Tratto dalla Novella di Jonathan Nolan (Memento mori, ricordati che devi morire), Memento di Christopher Nolan si è guadagnato un posto in cima alla lista dei miei film preferiti. La storia di per sè è già originale e ricca di spunti anche se non eccellente in alcune sfumature, ma la forza di Memento è tutta nel montaggio. Stiamo parlando di uno dei film che ha tratto maggior vantaggio dal montaggio che sovverte l’ordine cronologico degli avvenimenti per diventare strumento narrativo, narratore esso stesso degli accadimenti. Come memento anche 21 grammi mi aveva colpito per questa scelta ma nel caso di memento, il distorto proseguo del tempo richiama il difficile rapporto del protagonista con la memoria. Il montaggio entra di diritto nella storia e ci aiuta a vedere il film con gli occhi di una persona affetta a amnesia retrograda (backward amnesia).

Non credo di essere la persona più adatta alla scrittura di una recensione del film, ma voglio spendere due parole sullo schema che è stato scelto per dar forma al film. Ho preparato un piccolo schema che mostra come le scene si susseguono (clicca sull’immagine per ingrandirla):

Memento - Schema di Montaggio

Nell’immagine le scene sono numerate progressivamente in modo da rispecchiare l’ordine in cui appaiono dall’inizio del film mentre procedendo da sinistra a destra l’ordine delle scene rispetta l’andamento cronologico dei fatti. In totale le scene sono 45, 22 sono dedicate alla prima metà della sequenza di eventi e 22 alla seconda. La VL (numerazione romana) scena è la scena madre ed è dedicata al passaggio dalla prima tranche alla seconda.
Tutte le scene con numerazione pari sono in bianco e nero, sono cariche di spunti sul personaggio e contribuiscono a chiarire qualche punto interrogativo sulla storia e, verso la fine,  sulla situazione corrente del protagonista. Nel film si susseguono in ordine corretto anche se intervallate dalle scene dispari. Queste ultime sono invece tutte a colori come a indicare che la loro collocazione temporale segue quella delle scene pari. Proprio a proposito del colore possiamo notare che la scena VL, anello di congiunzione delle due tranche e scena madre del film, è in bianco e nero nella sua prima parte ma il fade-in dell’immagine sulla polaroid è accompagnata da un progressivo aumento della saturazione nell’immagine, fino a riportare la scena ad un colore pieno. Le scene a colori sono invece disposte in ordine inverso e obbligano lo spettatore a “ricominciare da dove aveva lasciato” così come deve procedere il protagonista, ricominciando dagli appunti che lascia a se stesso.

Dopo averlo visto e rivisto non mi sono mai trovato nella situazione di annoiarmi  anche se sono d’accordo con chi lo definisce un film “faticoso”.  Sebbene non sia particolarmente avvezzo a rivedere i film già visti, consiglio almeno una seconda visione di questa pellicola perché penso che aiuti ad apprezzare qualche finezza che il montaggio rende difficile da notare.

Will Telecomunications have their Maxwell?

21 July, 2008 (19:44) | Personale, Riflessioni, Università | By: admin

Con l’avanzare delle pagine del libro di testo scelto dal docente di Fondamenti di Telecomunicazioni non fa altro che rafforzarsi la sensazione che ci sia una singola idea di fondo ripresa da molti punti di vista. E questa sensazione mi fa tornare in mente le parole di un altro docente conosciuto qualche anno fa, quello del corso di fisica, che ci disse che l’elettromagnetismo non fu noto come tale se non prima del 1864 data in cui Maxwell unificò in quattro formule il lavoro condotto su elettricità e magnetismo.

Mi sono ritrovato più volte nel corso dello studio di questa materia di riuscire nello sforza di spiegarmi certi argomenti solo rivedendo concetti visti poco prima ma sotto un altro aspetto. Che serva un Maxwell delle Telecomunicazioni per portare un valore aggiunto in una teoria ancora giovanissima?

In effetti i maggiori esponenti del campo sono proprio contemporanei e dipendenti di aziende che ancora sono presenti nel panorama commerciale, persone che hanno potuto formalizzare le proprie teorie facendo leva sui risultati ottenuti proprio nei laboratori delle aziende per le quali lavoravano. Questo non fa altro che accrescere l’idea che ci siano delle somiglianze tra la situazione attuale e quella che si creò negli anni precedenti al 1864.

Probabilmente questa sensazione è data da una conoscenza superficiale della materia, dalla non completa e adeguata comprensione di come funzionino intimamente certi processi, ma l’esperienza mi ha insegnato che a volte le sensazioni dicono molto più delle idee ben affermate o che a volte ne rappresentano la fase embrionale.

Forse certi argomenti danno alla testa e non c’è niente dietro. Ecco questo sembra già più verosimile. :-P

Chronicles of LFS #0 - The Beginning

14 July, 2008 (20:30) | LFS, Linux, Progetti Personali, Progetti Supportati, Uncategorized | By: admin

Ok,

adesso ho proprio tutto. Il thin client è arrivato a casa mia e aspetta solo di ricevere una bella distro e qualche demon da tenere attivo nelle calde giornate estive e nelle fredde notti invernali. Adesso non ho più scuse e posso cominciare a costruire la mia piccola creatura, il mio penguin-origama-edition, era da tanto che avevo in mente di farlo ma ho sempre temuto. I timori sonosempre gli stessi: e se poi non ci riesco? E se poi ci metto troppo tempo? E se tralascio altri affari (qualcuno ha detto università?) per questo?

Adesso però non ci sono più scuse, il training autogeno in questo momento verte sul fatto che per giustificare la spesa per l’acquisto del giocattolo (si stiamo ancora parlando del Thin Client) bisogna metterlo in funzione e visto che il giocattolo non ha coprocessore matematico bisogna costruirgli un kernel su misura, e magari una distro personalizzata e minimalista all’estremo con giusto il necessario per l’esecuzione di mldonkey, firefly, ssh, samba, sendmail, e qualcos’altro che al momento mi sfugge. Cosette che fanno comodo ad un utente domestico. Linux From Scratch fa proprio al caso mio.

Con questo articolo ne apro una serie che aggiornerò ogni volta che avrò fatto un passo avanti <sottovoce>o indietro</sottovoce>.

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XP & Vista Dual Boot

10 July, 2008 (11:27) | Microsoft, guide, windows | By: admin

A giudicare dalla mole di persone che richiede un downgrade da Vista ad XP direi che il nuovo sistema operativo di casa MS non ha raccolto il favore del popolo. Sarà per la sua interfaccia del tutto rinnovata, sarà perchè apparentemente “niente è più dove stava prima”ma Vista non riesce proprio a liberarsi dall’ombra del fratellino.

Lasciando da parte eventuali riflessioni sul tema, le difficoltà nella convivenza di XP e Vista sullo stesso disco vengono esclusivamente dal BootLoader. Vista infatti impiega un BootLoader diverso da quello di XP e non compatibile con esso. Ma difficile non vuol dire impossibile. I passi fondamentali da seguire sono i seguenti:

  • Preparare da Vista la partizione sulla quale si intende installare XP.
  • Preparare un floppy contenente i driver o preparare una versione personalizzata del cd di windows XP che contiene i drivers necessari. I driver vanno scaricati dal sito che produce il dispositivo SATA e va scelto opportunamente in modo che supporti il chipset del proprio dispositivo. Se si tratta di intel, la versione del chipset può essere ottenuta in diversi modi.
  • Una volta ottenuto il corretto numero di versione bisogna scaricare il driver sempre dal sito del produttore del chip o dal produttore del PC. A volte una cartella con i driver è contenuta nella partizione di sistema di Vista.
  • Nel caso di intel:
    copiare il file di setup dei driver nella cartella c:\SATA e lanciarlo da MSDOS con il comando

    setup.exe -a -a -pc:\sata

    partirà una installazione che però non installerà i file n questo sistema, scommpatterà solo i file creando le cartelle Docs, Drivers e Drivers64.

  • Scaricare il software per la personalizzazione dei cd di windows: Nlite. Installiamolo e copiamo i file di installazione dal disco originale ad una cartella del nostro HD. Subito dopo selezioniamo le opzioni Aggiungi Driver e Crea ISO e procediamo. Al momento opportuno indichiamogli i drivers contenuti nella cartella C:\SATA\Drivers selezionandoli tutti e poi procediamo ulteriormente.  La nostra nuova iso è pronta.
  • Installiamo XP nel PC. In tal modo verrà sovrascritto il MBR (Master Boot Record) e quindi non si potrà al momento avviare la versione di Vista installata sul disco anche se non è stata minimamente danneggiata.
  • appena abbiamo installato xp dovremo ripristinare il MBR di Vista. Per far ciò vi servirà il programmino bootsect.zip che copieremo diciamo in C: e che avvieremo con il comando

    C:\Bootsect.exe /NT60 All
  • A questo punto riavremo Vista all’avvio e non avremo più la possibilità di avviare XP (che comunque è tranquillo installato sul disco). Da Vista sfruttiamo l’utility BCDEdit o la più user-friendly EasyBCD per creare una voce di avvio anche per XP che finalmente potrà essere avviato.Nota: L’unità da scegliere per la voce di XP è quella che contiene il MBR.
  • Finito. Vista e XP saranno entrambi avviabili.

CloneFinderJX - Find Out Clones over JXTA Groups

30 May, 2008 (17:35) | Progetti Personali, clonefinderjx | By: admin

Ho il piacere di annunciare di aver pubblicato l’ennesimo mio primo progetto. Questo concetto merita di essere un pò chiarito a prova della mia (ci crediate o no) provata sanità mentale.

Nella mia umile carriera di ______________ (*), ho avviato numerosi progetti alcuni dei quali hanno avuto vita breve, altri non sono mai usciti dalla loro fase embrionale e sono rimasti dei semplici appunti nella mia agenda delle idee mentre altri hanno poi funzionato realmente. Considero ognuno di loro come una mia creatura e ne sono particolarmente geloso e orgoglioso ed ognuno è stato il mio primo progetto per qualcuno dei propri aspetti. In particolare CloneFinderJX è il primo(x2) progetto in quanto è il mio primo progetto pubblicato su sourceforge e il mio primo progetto funzionante che sfrutta JXTA per le funzionalità di rete.

Tornando al software, non mi aspetto che diventi la killer application dei prossimi anni e, a dire il vero, sono sicuro che la sua applicabilità è limitata, ma sono altrettanto certo che potrà tornare utile a qualcuno.

Qualora si possedessero due o più computer o dispositivi mobili (non importa quale sistema operativo, purchè supporti la piattaforma Java SE) e una collezione di file dei quali si voglia sapere quali di questi sono presenti su altri pc, allora CloneFinderJX è quello che ci vuole. L’utilizzo è molto intuitivo:

  • Si avvia il programma
  • Si specifica la cartella contentente i file da controllare
  • si attende che si connetta alla rete
  • Si clicca sul pulsante CercaFiles
  • Per ognuno dei file controllati sarà indicato se è presente su altri computer e visualizzato su quali computer si trova.

Il programma non è ancora completo, ha ancora bisogno di lavoro ma procede bene e le funzionalità di base sono già implementate. Il numero di computer sui quali fare il confronto è teoricamente senza limite dato che stiamo parlando di una architettura peer-to-peer.

Ovviamente ogni contributo è ben accetto ma devo dire che CloneFinderJX ha già assolto al compito per il quale è nato: permettermi di conoscere da vicino la piattaforma JXTA e alcuni Design Pattern che sono stati utilizzati.

I sorgenti del progetto sono raggiungibili sui server di sourceforge, ecco i riferimenti:

https://sourceforge.net/projects/clonefinderjx/ [riepilogo]

http://clonefinderjx.sourceforge.net/ [sito web]

se sarà il caso aggiungerò anche mailinglist, forum e wiki, ma questo dipende più da voi che da me.

Approfitto per ripetervi che più conosco JXTA più mi piace il modo in cui approcia il P2P. IMHO ha le carte in regola per diventare il framework general-porpouse di riferimento per la comunicazione da pari a pari.

(*) Si prega di riempire gli spazi bianchi a stampatello e con grafia leggibile non appena si deciderà cosa scrivere.

Myodesopsia - Let’s kill that fly

15 April, 2008 (22:48) | Progetti Supportati | By: admin

Corpi mobili vitreali, miodesopsie o più semplicemente mosche volanti sono quello che i medici del settore definiscono un disturbo secondario, ma possono influenzare pesantemente la vita dei soggetti che ne sono affetti.

Non sono altro che il prodotto di un processo degenerativo che interessa il corpo vitreo, il gel che rappresenta la maggior parte della massa dell’occhio.

Ma le miodesopsie possono essere anche di origine traumatica, come abbiamo potuto tristemente scoprire.

L’università di Catania gioca un ruolo attivo nella lotta alla malattia ma la battaglia è da combattersi ancora prima, la parola d’ordine è sensibilizzare.

Nasce a questo scopo l’Associazione Cielo Azzurro Onlus che, senza scopo di lucro, organizza eventi a scopo divulgativo e mira a finanziare interventi principalmente di ricerca con i contributi (liberi) delle iscrizioni.

Iscriversi è davvero importante, dobbiamo riuscire a sensibilizzare opinione pubblica e corpo medico. Per riuscire a comprendere al meglio la situazione è stato creato un simulatore per windows. Sono presenti sul sito anche altri media e video.

Reading Experience - The History Tells

15 April, 2008 (21:22) | Personale, Riflessioni | By: admin

L’articolo apparso oggi su History Teller, mi ha offerto un punto di riflessione sull’inflazionato argomento che potremmo, ormai più che giustificatamente, etichettare “Da Gutenberg al libro elettronico”.

Spingiamo allora l’analogia un passo oltre, e notiamo come il libro stampato alla sua nascita non ha portato subito alla rivoluzione dato che

con la tecnica usata in precedenza si creava una matrice da un unico pezzo di legno, che quindi non era riutilizzabile, e inoltre essendo in legno era più delicata e si rompeva prima

la vera rivoluzione è invece arrivata con l’introduzione dei caratteri mobili e metallici che hanno fornito il giusto supporto tecnologico ad una idea vincente.

Le uniche differenze, tra ieri e oggi, sono la tecnica usata e il formato in cui leggiamo, non più cartaceo, ma sempre più spesso digitale.

La storia, si sa, è ciclica e noi potremmo dire che l’eBook porta adesso una rivoluzione così come nel 1400 la portò il libro stampato, ma noi vogliamo andare oltre.

Gli eBook non sono nella nostra vita quotidiana, se non marginalmente e non lo faranno finchè non avranno il giusto supporto tecnologico. Il proliferare degli standard, i tentativi di imporre soluzioni proprietarie sia dal punto software che hardware (per cui si vende lo specifico Software per Hardware venduto in esclusiva), lo scontro con una “esperienza di lettura” maturata nel corso di secoli lo rendono ancora un prodotto acerbo.

Definisco esperienza di lettura il complesso della relazione visivo-tattile che il lettore stabilisce con il libro cartaceo e l’insieme delle condizioni ambientali che intervengono nella lettura.

I maggiori detrattori del mezzo elettronico gli rimproverano principalmente l’assenza di “calore”: un pezzo di metallo con un display LCD che emette luce semplicemente non può offrire la stessa esperienza di lettura offerta da un libro.
D’altra parte i sostenitori degli eBook devices rimproverano alla controparte di essere troppo legati al passato e poco flessibili: un eBook può offrire una esperienza migliore.

In effetti da questa contrapposizione viene fuori quella che forse è la maggiore differenza con la situazione trovata da Gutenberg nel 1400. L’eBook vive un vero e proprio scontro generazionale, cosa che il libro cartaceo non ha dovuto subire. La carta stampata ha semplicemente trovato terreno fertile su cui attecchire.

Le probabilità di sviluppo sono adesso legate alla capacità dell’industria di produrre materiali più compatibili con la carta stampata (IMHO la strada più breve) o alla speranza che la nuova esperienza di lettura venga universalmente accettata (ma questo potrebbe richiedere parecchio tempo).

Stardict - Facilities in Foreign Languages

11 April, 2008 (19:18) | Applicazioni, Linux, eeepc, windows | By: admin

stardict su windowsSono dell’idea che l’eeepc debba essere equipaggiato con tutti quegli applicativi che lo rendono un coltellino svizzero nelle attività che svolgiamo ogni giorno. Quindi ben vengano moiosms e le altre chicche che ci permettono di risparmiare tempo nelle piccole cose.
Il piccoletto è spesso usato come ebook reader e, per chi come me legge molto spesso materiale in una o più lingue diverse dalla propria, c’è anche la necessità di tradurre quello che si legge. Per questo segnalo un’altra applicazione che certo non è nata per l’eeepc ma che si rivela molto utile soprattutto su dispositivi che non offrono interfacce molto confortevoli.
StarDict è un progetto opensource e totalmente free e permette di tradurre singoli lemmi semplicemente selezionandoli.

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Firefly - iTunes Server

9 April, 2008 (13:59) | Domotica, ICT, Linux, windows | By: admin

Firefly ServerBeh, se avete un server domestico che volete usare per centralizzare la vostra collezione musicale potrete contare su condivisioni smb (condivisione cartelle per windows e samba per linux e altre piattaforme) oppure affidarvi ad un server apposito.

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